06/10/08

Sturm e Alhana

"E' meglio che andiamo", sussurrò dolcemente Sturm ma, con suo stupore, Alhana si era già staccata da lui prima ancora che egli avesse terminato la frase.
"Qui ci separiamo", disse la fanciulla e la sua voce era fredda come il vento notturno. "Devo ritornare. Grazie per avermi scortato."
"Come?" si stupì Sturm "Andarvene da sola? E' una follia". Si protese e le afferò il braccio. "Non posso permetterlo..." Sentendola irrigidirsi, capì subito che aveva fatto la mossa sbagliata. Alhana non si mosse limitandosi a fissarlo imperiosamente fino a che lui non la lasciò andare.
"Anch'io ho degli amici", disse, "proprio come voi, cavaliere. La vostra lealtà va ai vostri amici. La mia ai miei. Le nostre strade si separano". La sua voce si fece esitante di fronte all'espressione di dolore intenso sul volto su Sturm, ancora rigato di lacrime. Per un attimo Alhana non sopportò la vista e si chiese se avrebbe avuto la forza di continuare.
[...]
Un bagliore passò negli occhi castani di Sturm. Alhana, vicina a lui, poteva sentire il fremito del suo corpo. Ancora una volta, la principessa stava per perdere la sua determinazione.
"Io so dove voi siete alloggiati" disse con voce incerta "Alla locanda del drago rosso. Forse, se trovo i miei amici, potremmo offrirvi il nostro aiuto".
"Non datevi pena" la voce di Sturm riecheggiava la sua freddezza "E non ringraziatemi. Non ho fatto più di quanto esige il mio Codice. Addio." concluse e si allontanò.
Poi, ricordandosi, si girò. Tolse dalla cintura la sfavillante spilla di diamanti e la posò nel palmo della mano di Alhana. "Ecco", disse. Guardando nei suoi occhi scuri, improvvisamente egli intuì il dolore che Alhana tentava di nascondere. La sua voce si raddolcì, sebbene continuasse a non capire. "Sono onorato che vi siate fidata di me per questa gemma" disse gentilmente "anche solo per qualche istante"
La principessa degli elfi fissò per un attimo il gioiello, poi iniziò a tremare. I suoi occhi fissarono quelli di Sturm ma non vi notò disprezzo, come si attendeva, bensì pietà. Ancora una volta Alhana si stupì degli umani. Chinò il capo, incapace di reggere lo sguardo del cavaliere e gli prese la mano tra le sue, D'istinto, gli mise il gioiello nel palmo della mano e vi chiuse attorno le dita.
"Tenetelo" sussurrò dolcemente "Ogni volta che lo guarderete, pensate ad Alhana Starbreeze e sappiate che, in qualche luogo, ella vi pensa."
Gli occhi del cavaliere si riempirono di improvvise lacrime. Baciò la gemma e la ripose nella cintura. Poi tese le braccia per abbracciarla, ma Alhana si ritirò nel portone, distogliendo il viso pallido.
"Andate, per cortesia" disse. Sturm rimase un attimo immobile, indeciso, ma egli non poteva - il suo onore non glielo permetteva - disobbedire alla richiesta della dama. Si girò e si immerse di nuovo nell'incubo delle strade.
Alhana lo osservò dal portone, metre si allontanava e via via che il cavaliere spariva in fondo alla via, una corazza protettiva le induriva il cuore. "Perdonami, Sturm" mormorò fra se. Si interruppe "No, non perdonarmi" disse duramente "Ringraziami"




(che meraviglia)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Cercavo online questo passo per farlo leggere ad una persona speciale, ti sono grato perchè non si trovava da nessuna parte e non avevo tempo di copiarlo dal libro. grazie ancora, è bellissimo...


p.s. ma lo hai riscritto completamente a mano parola per parola?

brightblade@libero.it

Phate ha detto...

Il passo l'ho ricopiato io dal libro...

E' stato talmente emozionante che ho deciso di postarlo nel blog...

Mi fa piacere esserti stato d'aiuto!

;)