29/12/08

Perchè tu possa ascoltarmi...


Perchè tu possa ascoltarmi
le mie parole
si fanno sottili, a volte,
come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

Collana, sonaglio ebbro
per le tue mani dolci come l'uva.

E le vedo ormai lontane le mie parole.
Più che mie sono tue.
Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.

Così si aggrappano alle pareti umide.
E' tua la colpa di questo gioco cruento.

Stanno fuggendo dalla mia buia tana.
Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.

Prima di te hanno occupato la solitudine che occupi,
e più di te sono abituate alla mia tristezza.

Ora voglio che dicano ciò che voglio dirti
perchè tu le ascolti come io voglio essere ascoltato.
Il vento dell'angoscia può ancora travolgerle.
Tempeste di sogni possono ancora abbatterle.
Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.

Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche.
Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi.
Seguimi, compagna, su quest'onda di angoscia.

Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.
Tutto ti prendi tu, tutto.

E io le intreccio tutte in una collana infinita
per le tue mani bianche, dolci come l'uva.

Pablo Neruda

28/12/08

Mi piace quando taci...


Mi piace quando taci perchè sei come assente
e mi ascolti da lontano, e la mia voce non ti tocca.
Sembra che si siano dileguati i tuoi occhi
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Siccome ogni cosa è piena della mia anima
tu emergi dalle cose, piena dell'anima mia.
Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima,
e assomigli alla parola malinconia.

Mi piace quando taci e sei come distante.
Sembri lamentarti, farfalla che tuba.
E mi ascolti da lontano e la mia voce non ti giunge:
lascia che io taccia con il silenzio tuo.

Lascia che ti parli anche con il tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e stellata.
Il tuo silenzio è si stella, così lontano e semplice.

Mi piace quando taci perchè sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Poi basta una parola, un sorriso.
E sono felice, felice che non sia vero.


Pablo Neruda

17/12/08

Amore

A te che avrai solo me, darò la mia vita intera e tutto il mondo che mi appartiene. Fran Tarel


A te che mi hai dato l'amore io darò tutta la vita. Fran Tarel


Amano davvero, quelli che tremano a dire che amano. Ph. Sidney


Amare è gioire, mentre crediamo di gioire solo se siamo amati. Aristotele


Amare è mettere la nostra felicità nella felicità di un altro. G.W.von Leibnitz

Amore è amore di qualche cosa di cui si ha bisogno. Platone


Amore e tosse non si possono nascondere. Ovidio


Amore è tutto ciò che aumenta, allarga, arrichisce la nostra vita, verso tutte le altezze e tutte le profondità. Kafka


Amore guarda non con gli occhi ma con l'anima! William Shakespeare


Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l`altro s`allontana. Oh no! Amore è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai ;Amore non muta in poche ore o settimane, ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio; se questo è errore e mi sarà provato, io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato. William Shakespeare



07/12/08

Pablo Neruda

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Scrivere, per esempio: "La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri, in lontananza".
Il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava.
In notti come questa io l'ho tenuta tra le braccia.
L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa.

Sentire la notte immensa, ancora più immensa senza lei.
E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato.

Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.
La mia anima non si rassegna di averla persa.

Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d'allora, già non siamo gli stessi.

Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.
D'un altro. Sarà d'un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

Ormai non l'ho più, è vero, ma forse l'amo ancora.
E' così breve l'amore e così lungo l'oblio.
E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d'averla persa.

Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.



13 Spunti per la Vita - G.G. Marquez


1 -Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te. 
2 -Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere. 
3 -Il fatto che una persona non ti ami come tu vorresti non vuol dire che non ti ami con tutta se stessa. 
4 -Un vero amico è chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore. 
5 -Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non l’avrai mai. 
6 -Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso. 
7 -Forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo. 
8 -Non passare il tempo con qualcuno che non sia disposto a passarlo con te. 
9 -Forse Dio vuole che tu conosca molte persone sbagliate prima di conoscere la persona giusta, in modo che, quando finalmente la conoscerai, tu sappia essere grato. 
10-Non piangere perché qualcosa finisce, sorridi perché è accaduta. 
11-Ci sarà sempre chi ti critica, l’unica cosa da fare è continuare ad avere fiducia, stando attento a chi darai fiducia due volte. 
12-Cambia in una persona migliore e assicurati di sapere bene chi sei prima di conoscere qualcun’altro e aspettarti che questa persona sappia chi sei. 
13-Non sforzarti tanto, le cose migliori accadono quando meno te le aspetti.

13/11/08

I grandi del Tennis

Gran bella idea quella di far uscire in dvd le più grandi sfide del tennis...

PIANO DELL’OPERA

1) McEnroe vs Borg

2) Sampras vs Agassi

3) Edberg vs Becker

4) Evert vs Navratilova

5) Lendl vs McEnroe
Lendl vs Connors

6) Sampras vs Becker
Sampras vs Stich
Becker vs Stich

7) Borg vs Panatta
Borg vs Nastase
Borg vs Vilas
Borg vs Gerulaitis
Borg vs Tanner

8) Graf vs Navratilova
Graf vs Sabatini

9) Federer vs Nadal

10) McEnroe vs Connors
McEnroe vs Wilander
McEnroe vs Becker
McEnroe vs Edberg

11) Agassi vs all the others
Agassi vs Mancini, Gomez e Edberg
Agassi vs Courier, Chang e Becker
Agassi vs Medvedev, Kafelnikov, Clement, Schuttler, Hewitt, Federer

12) La fantasia al potere:
Yannick Noah
Henri Leconte
Hana Mandlikova
Miloslav Mecir

13) Sharapova e le belle del tennis

14) Italia vs il Resto del Mondo
Davis anni ‘70
Panatta vs Pietrangeli
Panatta nei tornei
Panatta vs Connors






15) Gli specialisti del “veloce”
Cash
Mecir
Rafter
Hewitt
Roddick

16) Gli “specialisti della terra rossa”
Bruguera
Kuerten
Moya
Costa
Muster
Ferrero

Sono al momento ancora ipotetiche le uscite riguardo a queste altre sfide:


17) Graf vs Seles
Graf vs Sanchez
Graf vs Novotna
Seles vs Sabatini

18) Colpi straordinari
Gaudio
Krajicek
Ivanisevic
Cash
Safin
Chang

19) Lendl vs Wilander
Lendl vs Edberg
Lendl vs Becker
Wilander vs Noah

20) Williams vs Williams
Williams vs Henin

21) Edberg vs Courier
Edberg vs Wilander
Edberg vs Chang
Edberg vs Sampras

22) Borg vs Connors
Vs Connors vs Rosewall
Connors vs Ashe
Connors vs Vilas

23) Hingis vs Capriati
Hingis vs Williams
Hingis vs Davenport
Hingis vs Mauresmo
Hingis vs Pierce

24) Federer & Nadal vs la Storia

25) Semplicemente il Migliore

08/11/08

Cyrano - Gyccini




Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d' essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano












27/10/08

Federer - Nalbandian (Finale Basilea)


In questa parte conclusiva del 2008 Roger Federer si sta togliendo qualche soddisfazione, in attesa del gran finale del Masters di Shanghai. Prima il successo agli US Open (unico Slam vinto quest'anno) e adesso anche l'affermazione in un torneo più piccolo ma per lo svizzero comunque importante come quello di Basilea.

Federer fa tris nella sua città natale dopo i successi delle ultime due edizioni. L'ex numero 1 del mondo ha impiegato poco più di un'ora per battere un avversario pericoloso come l'argentino David Nalbandian, che in passato lo aveva sconfitto ben otto volte (una proprio a Basilea).

Oggi il 26enne di Cordoba non ha avuto chance, perché sul proprio servizio Fed-Express non ha concesso alcuna palla break e ha finito per avere la meglio con il punteggio di 6-3 6-4. Nalbandian (alla quarta finale dell'anno dopo quella di Acapulco e i titoli Buenos Aires e Stoccolma) farà tappa adesso a Parigi per difendere il titolo conquistato nel 2007 a spese di Rafa Nadal. Il maiorchino attende la rivincita, la settimana prossima o a fine novembre nella finale di Coppa Davis. Anche Federer si è ricordato di essere stato sconfitto da Nalbandian al Masters Series di Parigi, e prima anche a Madrid...così si è preso la rivincita in anticipo.

25/10/08

Federer - Lopez (SF Basilea)

Roger Federer sicuramente più in palla rispetto ai giorni scorsi, dove aveva vinto ma poco convinto di fronte al pubblico di casa; era apparso stanco e poco centrato, ma dopo la vittoria di ieri contro Simone Bolelli oggi è parso decisamente più in fiducia con i suoi colpi e con la superficie, molto rapida.

E' bastato un break catturato nel sesto gioco allo svizzero per aggiudicarsi il primo set, nel quale ha servito molto bene e ha salvato due palle break nel suo secondo game di servizio.

Feliciano, che fin qui aveva disputato un ottimo torneo, oggi non ha servito come al solito: soltanto il 48% di prime palle in campo e falloso soprattutto con il diritto, mentre pare giovare al suo (raro) rovescio in top questa superficie che restituisce un rimbalzo piuttosto basso.

Nel secondo set Federer prende subito un altro break e inizia a giocare ancora meglio,sfoderando la sua aggressività anche in risposta. Sul 4-2 Lopez perde nuovamente la battuta e a Federer non par vero servire per il match. Chiude con un totale di 15 aces in poco più di un'ora.
Per il numero 2 del mondo è la terza finale consecutiva a Basilea.

Federer - Bolelli (QF Basilea)




Quando si incontrano due tennisti dal gioco simile, ma di due categorie differenti, è poco probabile che ne esca una partita equilibrata. A Basilea, questa sera, purtroppo non si sono registrate eccezioni a questa regola.
Roger Federer, beniamino di casa e numero 2 al mondo, ha dominato con il punteggio di 6-2 6-3 il nostro Simone Bolelli. Dalla partita, e soprattutto dall'azzurro, era lecito aspettarsi di più, soprattutto considerando il Federer falloso e teso visto nelle due partite precedenti. Va comunque detto che questa sera lo svizzero è apparso molto più centrato.

Il primo set è equilibrato solo fino al sesto gioco, quando alla prima palla break Federer riesce a strappare il servizio a Bolelli. Purtroppo Simone, che fino a quel punto aveva dato l'impressione di poter fare partita pari, inizia a subire troppo il gioco dello svizzero e si disunisce progressivamente, fino al doppio fallo che sigilla il 6-2 con cui il padrone di casa si aggiudica il primo parziale.
Il secondo set è quasi la fotocopia del primo. Sfumata la prima (e ultima) palla break a favore del bolognese, nel terzo gioco, la partita si incanala definitivamente nei binari preferiti da Federer. Dal due pari l'ex num.1 infila un parziale di 12 punti a 1 che uccide la partita. Sul 5-2, Bolelli è bravo a annullare tre match point, ma sul 5-3 il campione svizzero non ha problemi a tenere a zero il servizio e a chiudere dopo 1 un'ora e 8 minuti.

In match come questi, è sempre difficile stabilire dove iniziano i meriti del vincitore e i demeriti dello sconfitto. Purtroppo il tennis di Simone, lineare e “pulito”, esalta le doti di Federer, che non a caso ha prodotto oggi la sua migliore prestazione della settimana (comunque distante da quelle di Madrid).
Lo svizzero raggiunge quindi la semifinale del torneo di casa, di cui ha vinto le ultime due edizioni.

22/10/08

Federer - Reynolds (1° turno Basilea)


Ormai è abbastanza noto che Federer, fosse per lui, giocherebbe solo gli Slam. Anche i master series cominciano a dargli abbastanza fastidio infatti. Figurarsi un International Series, per di più al primo turno. Anche se giocato in casa, nella sua Basilea, cosa che gli permette come ha detto mia madre passando davanti alla tv all’inizio del match, di tornare a casa in bicicletta, la sera. Il torneo glielo hanno organizzato su un tappeto abbastanza veloce, infatti piovono aces. Il suo avversario, Bobby Reynolds, è quello che nel ciclismo verrebbe definito un onesto pedalatore, con un buon servizio. Ma il buon Roger non ne ha proprio voglia, quest’oggi, di finirlo. Vince il primo set di slancio, in appena ventitre minuti, per 6-3(avete notato la quantità industriale di primi set che Federer vince per 6-3?). Poi nel secondo fa tabula rasa sul suo servizio (appena tre punti concessi) ma non la vede mai sul servizio dell’americano. Sotto gli occhi di James Blake la partita segue la regola del servizio fino al 4 pari. Federer si issa a tripla palla break, ma spreca la prima e poi Reynolds è bravo ad annullare le altre due. Si va al tie-break e l’americano va addirittura cinque a uno. Qui sembra chiedersi se sia il caso di vincere il set, e permette a Roger di rientrare, concedendogli un matchpoint. Ma lo svizzero ha perso il ritmo interiore (che è la stessa cosa che gli fa vincere molti primi set per 6-3, credo) e si incarta di nuovo, regalando il tiebreak per 8-6. Fra la costernazione generale si va al terzo, con un Federer pericoloso parente dello steccatore folle di buona parte di quest’anno. La superficie è veloce, molto più di Madrid e lo svizzero chiaramente ancora non si è abituato, ma nel quarto game del terzo l’impresa riesce: strappa il servizio a Reynolds e si invola 4-1. Da quel momento si tornano a seguire i servizi e Federer chiude per 6-3 anche il set decisivo, senza aver concesso nemmeno una palla break e avendo servito ben 17 aces. Quasi due ore di gioco ed il pubblico svizzero è felice di poter rivedere il suo beniamino giovedì, magari con qualche ora in più di training sul veloce tappeto del torneo di casa.

19/10/08

Il ritrovamento dei meta-lupi

[...]
"Mi sorprende che sia vissuta abbastanza a lungo da partorire" La sua voce riuscì a spezzare il silenzio che continuava a gravare su tutti.
"Forse non c'è riuscita" disse Jory "Ho sentito certe storie sui meta-lupi...forse era già morta quando i cuccioli sono venuti alla luce."
"Nati dalla morte" intervenne una altro degli armati "la peggiore delle sorti"
[...]
"Che c'è Jon?" chiese lord Stark
"Non senti?"
Bran udiva il vento della foresta, lo scalpitio degli zoccoli sulle assi del ponte, il lamento affamato del suo cucciolo. Ma Jon udiva qualcos'altro.
"Là" disse. Fece girare il cavallo e tornò indietro al galoppo lungo il ponte. [...] "Doveva essersi allontanato dagli altri" dichiarò.
"O forse era stato allontanato" disse lord Stark. Il suo sguardo si soffermò sul sesto cucciolo la cui pelliccia, al confronto di quella grigia degli altri, era interamente bianca. Un cucciolo i cui occhi erano aperti, vigili, mentre quelli degli altri erano ancora ciechi. Fu questo a colpire Bran.
"Un albino" Theon Greyjoy trovava il tutto assai umoristico.
"Questo qui morirà anche prima degli altri"
"Ti sbagli. Geryjoy" Jon guardò il protetto del padre con uno sguardo impassibile, raggelante "Questo appartiene a me"

Giustizia da Re

"Tutto bene Bran?" La sua voce non era priva di gentilezza.
"Si padre. Robb dice che quell'uomo è morto con coraggio. Jon invece che è morto pieno di paura"
"E tu che cosa dici?"
Bran ci pensò sopra "E' possibile che un uomo che ha paura possa anche essere coraggioso?"
"Possibile? Bran, è quella l'unica situazione in cui si fa strada il coraggio" gli rispose suo padre "Tu sai perchè l'ho fatto?"
"Era un bruto" rispose Bran "Portano via le donne e le vendono agli Estranei"
"La vecchia Nan ti ha di nuovo raccontato le sue storie" sorrise lord Stark "In realtà, quell'uomo era un disertore: aveva abbandonato i Guardiani della Notte. Nessuno è più pericoloso di un disertore. Nel momento stesso in cui voltano le spalle al loro dovere, questi uomini sono consapevoli che se saranno catturati la loro vita non avrà alcun valore. Per questo non si tirano indietro di fronte al crimine, neppure al più atroce. Ma tu non mi hai capito Bran. Non ti ho chiesto perchè quell'uomo doveva morire, ma perchè dovevo essere io a ucciderlo."
Una domanda per la quale Bran non aveva risposta "Re Robert ha un boia" disse in tono incerto.
"Ce l'ha, è vero" confermò suo padre. "Nello stesso modo in cui, prima di lui, anche i re della casa Targaryen avevano un boia. La nostra tradizione però è ancora quella antica. Nelle vene degli Stark scorre il sangue dei primi uomini. E noi Stark crediamo ancora che chi pronuncia la sentenza debba essere anche colui che cala la spada. L'uomo che toglie la vita a un altro uomo ha il dovere di guardarlo neglio occhi e di ascoltare le sue ultime parole. Se il giustiziere non riesce ad affrontare questo, allora forse il condannato non merita la morte..."

Federer - Murray (SF Madrid)




Era atteso da tutti: tifosi e anche dai media. Andy Murray non ha tradito le aspettative ed ha regalato al pubblico di Madrid finalmente una bella partita. Dopo aver battuto il nostro Bolelli (per abbandono !!), Cilic e Molfils ecco sulla strada per la finale Roger Federer.
L’ultimo scontro la finale, lo scorso settembre, a New York dove era stato battuto con un secco 3-0. Forse questo pensiero ne ha condizionato la sua prestazione in tutto il primo set: perso con il risultato di 3-6. Durante questa prima parte dell’incontro lo svizzero ha imposto un gioco molto regolare arrivando con eccessiva facilità su ogni palla, di contro Murray ha collezionato qualche errore di troppo. Il break di Federer poi sul risultato di 3-2 ha compromesso il set.
Nel secondo set però tutto cambia, Murray ritrova sicurezza e Federer inizia ad accusare delle pause: errori gratuiti e qualche palla giocata forse senza troppa personalità. Il set dura 34 minuti ed il risultato è identico al primo, ma a parti invertite. Il break decisivo arriva sul risultato di 2-1 per lo scozzese.
Il terzo set è giocato con forte intensità da ambo le parti (Federer salva un game da 0-40). La svolta arriva sul risultato di 5 pari: lo scozzese mette a segno il break (nella partita se ne conteranno 3 in totale) e poi, sul proprio servizio, chiude la pratica Federer in un’ora e cinquantasei minuti.

La prima apparizione degli Estranei

[...]
Dalle tenebre della foresta emerse un'ombra che andò a fermarsi di fronte a ser Weymar. Una sagoma alta, scavata, dura come vecchie ossa, la pelle livida che pareva d'alabastro. Ogni volta che si muoveva, la sua armatura sembrava cambiare colore: un momento appariva candida come neve appena caduta, il momento dopo era nera come una caverna. Il tutto andava a mescolarsi, a compenetrarsi con lo sfondo grigio-verde degli alberi inun sinistro caleidoscopio che mutava ad ogni passo, simile ai raggi della luna su acque agitate.
Will sentì Royce esalare un largo sibilo.
"Non avvicinarti oltre" intimò il giovane, la voce incrinata come quella di un ragazzino spaventato.
Si gettò dietro le spalle le falde della cappa d'ermellino liberando le braccia e preparandosi al duello, entrambe le mani strette attorno all'impugnatura della spada. Il vento aveva cessato di soffiare. L'aria era di ghiaccio.
L'Estraneo continuò ad avanzare senza rumore. Nella destra aveva una spada lunga, diversa da qualsiasi altra Will avesse mai visto. Nessun metallo noto all'uomo era stato usato per forgiare quella lama. No, nessun metallo, infatti: la lama era di cristallo. Pareva un'entità vivente, talmente sottile da svanire quando la si guardava di taglio. Emanava una luminescenza azzurra, un alone spettrale che si faceva indistinto ai bordi. E Will sapeva che quei bordi erano più affilati di quelli di qualsiasi rasoio.
"Vuoi danzare?" Ser Royce affrontò l'avversario con coraggio. "Allora danza con me".
Sollevò la spada sopra la testa, pronto al duello. Le sue tremavano, forse per il peso dell'arma o forse per il freddo. Eppure in quell'istante, will non ebbe dubbi: ser Royce aveva cessato di essere un ragazzo ed era diventato un uomo, un vero guerriero dei Guardiani della Notte.
L'Estraneo si fermò. Will vide i suoi occhi. Erano azzurri, di un azzurro molto più profondo e intenso di quasiasi occhio umano, un azzurro in grado di ustionare come il morso del ghiaccio. Queglio occhi si soffermarono sulla lama della spda levata, sui freddi riflessi  che la luce della lama traeva dall'acciaio. Per un breve istante, Will osò dare spazio alla speranza.
[...]
Royce giaceva nella neve, faccia in sotto, un braccio disteso di lato. La spessa pelliccia di ermellino era squaricata in una decina di punti. Povero corpo non di un uomo ma di un ragazzo: adesso si vedeva bene. A qualche passo di distanza c'era quanto restava della sua spada, la punta ridotta a un moncone frastagliato, simile ad un albero colpito in pieno da una folgore. Will s'inginocchiò, gettò attorno a se un'occhiata guardinga, quindi afferrò la spada. Così spezzata sarebbe stata la prova necessaria.
Will si raddrizzò.
Ser Royce si alzò in piedi, sovrastandolo. I suoi abiti eleganti erano ridotti a stracci insanguinati, il volto era devastato. Nell'occhio sinistro era conficcata una scheggia della spada distrutta.
L'occhio destro era spalancato. La pupilla era accesa da una fiamma di luce azzurra. In grado di vedere.
Le dita di colpo inerti di Will lasciarono cadere la spada spezzata. Chiuse gli occhi e cominciò a pregare. Mani lunghe, affusolate, eleganti, salirono ad accarezzargli il viso, poi si strinsero attorno alla sua gola. Erano coperte del più soffice camoscio e appiccicose di sangue, ma al tocco erano gelide come ghiaccio.

18/10/08

Something Stupid...




I know I stand in line until you think you have the time to spend an evening with me.

And if we go some place to dance I know that there's a chance you won't be leaving with me.
Then afterwards we drop into a quiet little place and have a drink or two.
And then I go and spoil it all by saying something stupid like "I love you"

I can see it in your eyes that you despise the same old lies you heard the night before.
And though it's just a line to you, for me it's true and never felt so right before.

I practice every day to find some clever lines to say to make the meaning come true,
But then I think I'll wait until the evening gets late and I'm alone with you.
The time is right, your perfume fills my head, the stars get red and oh the night so blue.
And then I go and spoil it all by saying something stupid like "I love you"

The time is right, your perfume fills my head, the stars get red and oh the night so blue.
And then I go and spoil it all by saying something stupid like "I love you"

"I love you"
"I love you"
"I love you"



Federer - Del Potro (QF Madrid)


A seguire (in realtà dopo ben 45 minuti), l’incontro nel quale Roger mette in archivio la pratica Del Potro con un perentorio 6-3 6-3.

Il giocatore argentino è spesso in forte difficoltà sia nel gioco sia nelle idee, mentre lo svizzero appare da subito concreto e molto determinato. La partita è seguita con un certo distacco dai giornalisti iberici, qui sono loro la compagine più numerosa (certo siamo a Madrid), uno dei tanti trova il tempo di schiacciare un “pisolino” in tribuna stampa, e questo la dice tutta sulle emozioni in campo.

Nessuno è preso dalla partita, a tratti sembra neppure Federer lo sia, infatti gioca in totale relax: superiorità del campione o inconsistenza dell’avversario?

Quando gioca lo svizzero, o un qualunque giocatore spagnolo, sia i palchi riservati agli sponsor ed ai vip, sia le tribune riservate al pubblico pagante (l’impianto ha una capienza di 9600 posti) registrano il tutto esaurito.



17/10/08

R. Williams & N. Kidman - Somethin' stupid

Il pescatore di asterischi - Samuele Bersani




C'è un quaderno che nascondo
ma non ho
mai scritto cosa sei
per me
perché è facile
tu mi leggi dentro
io no
se gli errori li cancello
resta la
peggior calligrafia
che ho
avuto in vita mia
nuda lì sul foglio
io sono un pescatore di asterischi
sotto un'onda a forma di parentesi rotonda che mi porta via
non si può partecipare
subito a un concorso di poesia
che idea
intitolarla 'apnea'
vale un primo posto
in questo gioco di pensieri sporchi sopra a un letto
prima di abbracciarti mi connetto e penso insieme a te
i tuoi capelli neri a punta di inchiostro
si aggrovigliano ai miei
io polipo tu seppia non vuoi farti mangiare
però nella vita c'è sempre un però
un cielo che si appoggia sul mare
e tu impari chi sei
come un giocoliere spendi tutto il tempo a cercare
il senso gravitazionale che non c'è
e c'è un grillo che nascondo
ogni tanto esce e dice che
chissà
chissà se anche lei
è pura fino in fondo
in questo gioco di pensieri sporchi sopra a un letto
prima di abbracciarti mi connetto più vicino a te
e tu sei bella come quella Madonna che un giorno qualcuno pescò
anche il polipo e la seppia non si fanno più male
eh no, son saliti a guardare
il cielo che si spegne nel mare
laggiù dove sono gli Dei
siamo giocolieri non sprechiamo il tempo a cercare
il senso gravitazionale che non c'è
il senso
siamo giocolieri non sprechiamo il tempo a cercare
il senso gravitazionale che non c'è
il senso
siamo giocolieri non sprechiamo il tempo a cercare
il senso gravitazionale che non c'è
il senso
il senso





La canzone dei vecchi amanti - Battiato



Certo ci fu qualche tempesta
anni d'amore alla follia.

Mille volte tu dicesti basta
mille volte io me ne andai via.

Ed ogni mobile ricorda
in questa stanza senza culla
i lampi dei vecchi contrasti
non c'era più una cosa giusta
avevi perso il tuo calore
ed io la febbre di conquista.

Mio amore mio dolce meraviglioso amore
dall'alba chiara finché il giorno muore
ti amo ancora sai ti amo.

So tutto delle tue magie
e tu della mia intimità
sapevo delle tue bugie
tu delle mie tristi viltà.

So che hai avuto degli amanti
bisogna pur passare il tempo
bisogna pur che il corpo esulti
ma c'é voluto del talento
per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti.

Mio amore mio dolce mio meraviglioso amore
dall'alba chiara finché il giorno muore
ti amo ancora sai ti amo.

Il tempo passa e ci scoraggia
tormenti sulla nostra via
ma dimmi c'é peggior insidia
che amarsi con monotonia.

Adesso piangi molto dopo
io mi dispero con ritardo
non abbiamo più misteri
si lascia meno fare al caso
scendiamo a patti con la terra
però é la stessa dolce guerra.

Mon amour
mon doux, mon tendre, mon merveilleux amour
de l'aube claire jusqu'à la fin du jour
je t'aime encore, tu sais, je t'ame.



Oscar Wilde




"L'unico modo per sbarazzarsi di una tentazione è cedere ad essa."






Federer - Tsonga (3° turno Madrid)



Le quotazioni di Roger Federer salgono, quelle di Tsonga subiranno un brusco ribasso. Il match di oggi, il primo tra i due, prometteva scintille e spettacolo. Ma a divertire di più sono stati gli intermezzi musicali dell'orchestrina che accompagnava i cambi di campo.

La partita di Tsonga dura solo un set, poi il francese fa harakiri con tre doppi falli nello stesso game per regalare il primo set, e nel secondo smette di opporre qualunque tipo di resistenza. E dire che il suo match inizia sotto auspici positivi. E' lui a strappare i primi applausi con un lob di rovescio sulla riga. E' lui a procurarsi le prime due palle break dell'incontro (per lui resteranno le uniche), sul 2-2 15-40. Ma Federer le annulla con un servizio vincente e uno schiaffo al volo a seguire un'altra prima decisa.

Lo svizzero è più centrato di rovescio che di diritto (nei primi otto game 2 vincenti e 8 errori con questo fondamentale), tiene bene i suoi turni di battuta ma, almeno fino al 4 pari, fatica ad incidere in quelli del francese, che privilegia traiettorie esterne al servizio per minimizzare le possibilità di scambi lunghi. Fino al 5-4, tranne l'eccezione del quinto gioco, in risposta nessuno arriva mai a 40. Mentre si prospetta l'ombra del tiebreak, quel quid d'imponderabile che costituisce il fascino di questo sport si materializza.

Il decimo gioco è il sunto del match, c'è il meglio e il peggio racchiusi in pochi minuti. C'è il punto più bello della partita. Federer recupera su un lob al volo, viene richiamato a rete, Tsonga non chiude la seconda volée e lo svizzero centra il passante lungolinea con il rovescio anomalo da trequarti. Ma c'è anche il peggio: tre doppi falli di Tsonga, che manifesta tutta la debolezza della sua seconda di servizio (solo il 42% dei punti conquistati nel match). Il primo set è regalato.

Nel secondo c'è ancor meno battaglia. Federer tiene senza patemi i primi due turni di battuta, si ritrova con tre palle break nel quarto gioco grazie a due stecche di diritto del francese, che ne annulla solo due: alla terza, su una seconda molto interlocutoria, lo svizzero si avventa e chiude con una risposta anticipata di dritto lungolinea. Tsonga sembra al tappeto.

Federer gli allunga un'illusoria mano, distraendosi un attimo (passante di rovescio a rete, doppio fallo, e seconda debole con risposta vincente) e ritrovandosi 15-40 nel quarto gioco. Ma Roger è come l'alta marea, che scompare e riappare. E quando riappare fa danni. Due ace, un servizio vincente, che fa scattare l'urlo di frustrazione di Tsonga, e il game è di nuovo in piedi. Lo chiude con uno smash su cui vanamente Tsonga tenta di distrarlo saltando come Grobbelaar prima dei rigori della Roma in finale di Coppa Campioni. L'unico momento di spettacolo di uno showman oggi appannato.

Talmente appannato da chiudere il match con un altro doppio fallo, il quinto della sua desolante partita (sulla prima, chiamata fuori, il francese, seppur dubbioso, non ha chiesto il falco, e il replay ha confermato la bontà della decisione).

Sul cammino dello svizzero c'è ora Del Potro, per un quarto di finale sulla carta scoppiettante. Vedremo se la pratica sarà all'altezza della teoria.


Si ringrazia : Alessandro Mastroluca



16/10/08

Così...



La vita è come il tennis, è questione di tempi.
Se arrivi in tempo sulla palla, questa approda facilmente nell'altra metàcampo, ma se sei in ritardo tutti i tuoi sogni si incaglieranno in una semplice rete.



Kierkegaard




"Quando la morte si presenta con la sua vera faccia, scarna e truculenta, non la si considera senza timore. Ma quando, per burlarsi degli uomini che si vantano di burlarsi di lei, avanza camuffata... allora siamo presi da un terrore senza fondo."


"Gli uomini come sono incoerenti! Non approfittano mai delle libertà che hanno, ma reclamano quelle che non hanno: hanno la libertà di pensare, chiedono la libertà di parlare."


"Nella vita l'unica cosa certa è la morte, cioè l'unica cosa di cui non si può sapere nulla con certezza."


"Giustamente gli antichi dicevano che pregare è respirare. Qui si vede quanto sia sciocco parlare di un "perché". Perché io respiro? Perché altrimenti morirei. Così con la preghiera."


"La grandezza non consiste nell'essere questo e quello, ma nell'essere se stessi; e questo ciascuno lo può, se lo vuole."

Federer - Stepanek (2° turno Madrid)



C'era una certa attesa, a Madrid, per il primo match ATP di Federer dopo la finale degli Us Open, di oltre un mese fa. Questa pausa, voluta e prolungata per la necessità di riposare un fisico provato dalla lunga stagione e dalla mononucleosi dello scorso inverno, aveva anche sollevato qualche dubbio circa le condizioni in cui l'ex numero uno del mondo si sarebbe presentato al penultimo Masters Series stagionale.
Esordio non semplicissimo peraltro, dato che il tabellone gli ha proposto quel Radek Stepanek che si era permesso il lusso di batterlo a Roma. Ebbene, l'inizio della partita sembra confezionato dallo svizzero proprio per cancellare ogni punto di domanda: dei primi 7 punti Stepanek non ne vince nessuno. Dei primi 14, solamente uno. Roger si porta così rapidamente sul 3 a zero. Nei game successivi, si limita ad amministrare il break di vantaggio, per poi chiudere il set per 6-3.
Ma Stepanek, che col passare dei minuti prende fiducia e ritmo, sia al servizio sia a rete, non si lascia troppo impressionare, tanto che dal secondo game del primo set non concede altre palle break fino al 5 pari del secondo. Dal 2 pari al 5-4, inanella addirittura 13 punti consecutivi al servizio. Federer, invece, comincia a mostrare qualche segnale di nervosismo, in quantità direttamente proporzionale all'avvicinarsi del tiebreak (a Roma, in maggio, furono proprio due tiebreak a condannarlo). Stepanek riesce a garantirselo portandosi sul 6-5, dopo aver annullato una palla break che probabilmente sarebbe stata definitiva. Federer lo raggiunge tenendo il servizio a zero.
Il ceco lo gioca in modo splendido fino al 5-3 in suo favore. Qui però si “incarta”: un doppio fallo e due errori gratuiti mandano Federer a match point. Radek lo annulla con un magistrale serve n' volley, ma nel punto seguente non può nulla su un gran passante di rovescio. Questa volta, con il servizio a disposizione, lo svizzero chiude, dopo 86 minuti di buonissimo tennis.
Va ricordato che Federer è a Madrid senza coach, in quanto Josè Higueras, che lo seguiva a singhiozzo da aprile, ha accettato un incarico prestigioso (e remunerativo) presso la USTA, la Federtennis statunitense. Proprio Higueras, in settimana, ha ammesso come interrompere la collaborazione con lo svizzero sia stata una scelta molto dolorosa: “E' stata dura, perchè non è di certo una persona nella media con cui ti capita di lavorare” ha detto. “Ma è stato molto gentile, e ha dimostrato di capire le mie ragioni. Mi ha detto 'Non cercherò di fermarti in qualcosa di cui sei entusiasta e che per te rappresenta una grande sfida'.” Probabilmente lo spagnolo avrebbe scelto di lavorare esclusivamente con Federer, se questi gli avesse garantito più delle 8-10 settimane all'anno che costituivano il nucleo del loro rapporto. A questo proposito, però, Roger non ha cambiato la sua posizione. In questo momento si sta probabilmente guardando intorno per trovare un sostituto, ma non sembra avere grande fretta.

Si ringrazia: Andrea Nizzero

13/10/08

Il dolore di Tanis

Parla Riverwind:
"...Non addoloriamoci per coloro che adempiono la loro funzione nella vita. Noi abbiamo adempiuto il nostro scopo, amico mio. Chissà quante vite abbiamo influenzato? Chi può sapere se questa speranza non condurrà ad una grande vittoria? Per noi, a quanto pare, la battaglia è finita. Così sia. Deponiamo le nostre spade soltanto perchè altri possano raccoglierle econtinuare la battaglia."
"Le tue sono belle parole, Uomo delle Pianure", esclamò Tanis, "ma dimmi la verità. Puoi guardare la morte senza provare amarezza? Hai tutte le ragioni per vivere: Goldmoon, i tuoi bambini non ancora nati..."
[...]
Tanis cominciò a singhiozzare: singhiozzi profondi e strazianti che gli dilaniavano il corpo come coltelli. Riverwind cinse fra le braccia l'amico e lo strinse con forza.
"Avremmo potuto far vedere al bambino soltanto moncherini bruciati e imputriditi. Ma adesso il bambino vedrà i boschi di vallen come gli dei intendevano che fossero, in una terra in cui gli alberi vivono per sempre. Non addolorarti, amico mio, fratello mio. Hai contribuito a riportare il sapere degli dei al popolo. Devi aver fede in quegli dei."
Delicatamente, Tanis spinse via Riverwind. Non riusciva a guardare negli occhi l'Uomo delle Pianure. Scrutando dentro la propria anima, Tanis la vide contorcersi e dibattersi come gli alberi torturati di Silvanesti. Fede? Non aveva nessuna fede. Cos'erano gli dei per lui? Era stato lui a prendere le decisioni. Aveva buttato via tutto ciò che di prezioso aveva avuto nella sua vita: la sua patria elfica, l'amore di Laurana. Era quasi arrivato al punto di gettar via anche l'amicizia. Soltanto la forte lealtà di Riverwind- una lealtà molto mal risposta - impediva all'Uomo delle Pianure di denunciarlo.
[...]
Fa che la morte arrivi in fretta, pregò. Fa che questa acque chiazzate di sangue si chiudano sopra la mia testa. Fa che mi si possa nascondere nelle loro profondità. E se ci siete o dei e mi state ascoltando, ci chiedo soltanto una cosa : impedite che Laurana venga a sapere della mia vergogna. Ho portato dolore a troppi...

10/10/08

Addio a Kitiara


Kitiara, di tutti i giorni questi giorni
vengono cullati nel buio e aspettano, con rammarico.
Le nubi oscurano la città mentre scrivo questo,
ricordando il pensiero e la luce del sole, mentre le strade
sono sospese fra il giorno e il buio. Ho aspettato
al di là di ogni decisione, al di là del cuore nelle ombre
per dirti questo.
Nelle assenze sei diventata
più bella, più velenosa, eri
un'essenza di orchidee guizzante nella notte,
dove la passione, come uno squalo trascinato giù lungo un fiume di sangue,
assassina quattro sensi, conservando soltanto il gusto,
viene alle mani con se stessa, scoprendo che il sangue è il suo,
dapprima una piccola ferita, ma a mano a mano che lo squalo si dibatte,
il ventre si sbrindella nel lungo tunnel della gola.
E sapendo questo, la notte sembra ancora colma d'opulenza,
una sfida di desideri che termina nella pace.
Io vorrei ancora far parte di questi allettamenti,
e fra le mie braccia accoglierei la tenebra,
benedetta e rinominata dal piacere;
ma la luce, la luce, mia Kitiara, quando il sole
copre di lustrini i marciapiedi rigonfi di pioggia, e l'olio
delle lampade spente emerge dall'acqua colpita dal sole,
scheggiando la luce in arcobaleni! Io mi levo,
e malgrado la tempesta ridiscenda nella città,
io penso a Sturm, Laurana, e agli altri,
ma a Sturm per primo, che può vedere il sole
diritto attraverso la nebbia e agli ammassi di nubi. Come potrei abbandonarli?
E così nell'ombra,
e non la tua ombra, ma l'avido grigiore
che aspetta la luce, ricaccio la tempesta.







I draghi del crepuscolo d'autunno - Weis & Hickman

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Trama:
Dopo il ritorno dei draghi di Takhisis, gli abitanti del mondo di Krynn disperano di poter trovare la pace, ma anche nell'oscurità delle tenebre brilla l'esile bagliore della fiamma della speranza. Un pugno di eroi stringe un'alleanza per sconfiggere i draghi malvagi: la Regina delle Tenebre, cavalieri, barbari, gnomi, elfi intraprendono dunque la perigliosa ricerca della leggendaria Dragonlance. Riusciranno nell'impresa

Recensione:
Il più bel libro letto quest'anno.
Non si può non restare a bocca aperta nel leggere un libro così pieno di emozioni e di avventura. Anche chi, come me, non ha mai giocato a D&D può benissimo catapultarsi nel mondo di Ansalon.
Il viaggio intrapeso dai protagionisti dell'avventura (che poi ho scoperto essere il gruppo base in un'avventura a D&D) è, dopo il Signore degli anelli, il più interessante che ho letto in un libro. L'ambientazione è davvero splendida, sembra davvero di entrare a Solace, a Qualinost ecc ecc
Quel tocco di umorismo qua e là tende ad aumentare il coinvolgimento del lettore. Davvero un grande lavoro.
L'unca pecca è forse il finale del libro, un pò troppo affrettato, e manca qualche piccolo particolare (Tass come fa a tornare insieme agli altri dopo la caduta della catena? :huh: ).
A parte questi piccoli difettucci, che hanno tolto la perfezione al libro, è una storia che consiglio a tutti. Amanti del fantasy e non. :B):

Voto: 9,5/10




09/10/08

E finalmente è vicino il giorno del "SI"!!!



Adesso si che abbiamo capito qual è la vera causa delle numerose sconfitte che “Re Roger” ha dovuto subire in questo tribolato 2008 e che lo hanno portato a cedere la prima posizione del Ranking a “Gigante Rafa”. Altro che mononucleosi, cambi di allenatore, perdita di fiducia eccetera e eccetera, Roger starebbe pensando seriamente, almeno stando a quanto riportato dalla stampa italiana oggi, di portare all’altare la sua Mirka, dopo oltre sette anni di fidanzamento, e dopo il primo colpo di fulmine dei giochi Olimpici di Atlanta. Beh si quando si arriva a questo punto, ed il sottoscritto ne sa qualcosa per esperienza personale, arriva il fatidico momento della verità, il momento in cui soprattutto la parte femminile della coppia dice: “per superare la famosa crisi del settimo anno o ci si sposa o ci si lascia”. Certo nel caso di Roger e Mirka, gli anni dovrebbero essere otto (qualc’uno si ricorda con precisione la data d’inizio fidanzamento?) ma con tutti gli impegni che l’ex numero 1 del mondo ha avuto in giro per il mondo in questi ultimi anni, forse qualcuno se lo sono perso per strada. Sembrerebbe che i due “piccioncini” siano addirittura volati in gran segreto a Dubai per scegliere l’anello, con un diamante dalle dimensioni irraggiungibili per le tasche di tutti i comuni mortali, e ci si chiede ma può essere che in tutta la Svizzera non ci sia stato un gioielliere che abbia saputo soddisfare i gusti di Mirka? Beh. Ci mancava solo questa notizia per chiudere in “bellezza” l’anno più funesto che il Campione svizzero abbia dovuto affrontare. Ora bisognerà capire se, una volta superato il fatidico giorno del Si, Roger riuscirà a ritrovare quella serenità che negli anni passati lo ha accompagnato anche nei momenti più difficili, o preferirà dedicarsi alle pappe ed ai pannolini del futuro erede di cotanta fortuna?

Fonte: Ubitennis

Leggenda...

In memoria degli Us Open....


06/10/08

Io nelle carte dei tarocchi

Navigando in internet ho troavto questo test per sapere quale carta dei tarocchi mi rappresenta....
Ebbene ecco cosa è uscito...

You are The Devil

Materiality. Material Force. Material temptation; sometimes obsession

The Devil is often a great card for business success; hard work and ambition.

Perhaps the most misunderstood of all the major arcana, the Devil is not really "Satan" at all, but Pan the half-goat nature god and/or Dionysius. These are gods of pleasure and abandon, of wild behavior and unbridled desires. This is a card about ambitions; it is also synonymous with temptation and addiction. On the flip side, however, the card can be a warning to someone who is too restrained, someone who never allows themselves to get passionate or messy or wild - or ambitious. This, too, is a form of enslavement. As a person, the Devil can stand for a man of money or erotic power, aggressive, controlling, or just persuasive. This is not to say a bad man, but certainly a powerful man who is hard to resist. The important thing is to remember that any chain is freely worn. In most cases, you are enslaved only because you allow it.

What Tarot Card are You?
Take the Test to Find Out.



Sturm e Alhana

"E' meglio che andiamo", sussurrò dolcemente Sturm ma, con suo stupore, Alhana si era già staccata da lui prima ancora che egli avesse terminato la frase.
"Qui ci separiamo", disse la fanciulla e la sua voce era fredda come il vento notturno. "Devo ritornare. Grazie per avermi scortato."
"Come?" si stupì Sturm "Andarvene da sola? E' una follia". Si protese e le afferò il braccio. "Non posso permetterlo..." Sentendola irrigidirsi, capì subito che aveva fatto la mossa sbagliata. Alhana non si mosse limitandosi a fissarlo imperiosamente fino a che lui non la lasciò andare.
"Anch'io ho degli amici", disse, "proprio come voi, cavaliere. La vostra lealtà va ai vostri amici. La mia ai miei. Le nostre strade si separano". La sua voce si fece esitante di fronte all'espressione di dolore intenso sul volto su Sturm, ancora rigato di lacrime. Per un attimo Alhana non sopportò la vista e si chiese se avrebbe avuto la forza di continuare.
[...]
Un bagliore passò negli occhi castani di Sturm. Alhana, vicina a lui, poteva sentire il fremito del suo corpo. Ancora una volta, la principessa stava per perdere la sua determinazione.
"Io so dove voi siete alloggiati" disse con voce incerta "Alla locanda del drago rosso. Forse, se trovo i miei amici, potremmo offrirvi il nostro aiuto".
"Non datevi pena" la voce di Sturm riecheggiava la sua freddezza "E non ringraziatemi. Non ho fatto più di quanto esige il mio Codice. Addio." concluse e si allontanò.
Poi, ricordandosi, si girò. Tolse dalla cintura la sfavillante spilla di diamanti e la posò nel palmo della mano di Alhana. "Ecco", disse. Guardando nei suoi occhi scuri, improvvisamente egli intuì il dolore che Alhana tentava di nascondere. La sua voce si raddolcì, sebbene continuasse a non capire. "Sono onorato che vi siate fidata di me per questa gemma" disse gentilmente "anche solo per qualche istante"
La principessa degli elfi fissò per un attimo il gioiello, poi iniziò a tremare. I suoi occhi fissarono quelli di Sturm ma non vi notò disprezzo, come si attendeva, bensì pietà. Ancora una volta Alhana si stupì degli umani. Chinò il capo, incapace di reggere lo sguardo del cavaliere e gli prese la mano tra le sue, D'istinto, gli mise il gioiello nel palmo della mano e vi chiuse attorno le dita.
"Tenetelo" sussurrò dolcemente "Ogni volta che lo guarderete, pensate ad Alhana Starbreeze e sappiate che, in qualche luogo, ella vi pensa."
Gli occhi del cavaliere si riempirono di improvvise lacrime. Baciò la gemma e la ripose nella cintura. Poi tese le braccia per abbracciarla, ma Alhana si ritirò nel portone, distogliendo il viso pallido.
"Andate, per cortesia" disse. Sturm rimase un attimo immobile, indeciso, ma egli non poteva - il suo onore non glielo permetteva - disobbedire alla richiesta della dama. Si girò e si immerse di nuovo nell'incubo delle strade.
Alhana lo osservò dal portone, metre si allontanava e via via che il cavaliere spariva in fondo alla via, una corazza protettiva le induriva il cuore. "Perdonami, Sturm" mormorò fra se. Si interruppe "No, non perdonarmi" disse duramente "Ringraziami"




(che meraviglia)

30/09/08

Canto del Drago


Udite il canto del saggio,
che come pioggia o lacrime
scende a tergere la polvere degli anni
dalle mille storie della saga di Dragonlance.
E fu che in epoche remote, oltre la memoria e la favella,
al primo sbocciare del mondo,
quando le tre lune si levarono dal grembo della foresta,
draghi terribili e smisurati
dichiararono guerra al mondo di Krynn.

Ma dalla tenebra dei draghi
e dalle grida di chi implorava luce
al tetro cospetto della luna nera
s'accese sommessa una luce in Solamnia,
e il campione della verità e del coraggio
si appellò agli dei stessi
e forgiata Dragonlance tremenda
dilaniò il cuore della stirpe di drago
e ne scacciò le ali oscure
dalle chiare riviere di Krynn.

E così fu che Huma, guerriero di Solamnia,
portatore di Luce e primo Lanciere,
seguì la propria luce fino ai piedi dei monti Khalkist,
fino ai piedi di pietra degli dei,
fno al silenzio attonito del loro tempio.
Si appellò ai fabbricanti di Lance, assunse
il loro immane potere di annientare l'indicibile insidia,
di ricacciare la tenebra serpentina
nella voragine della gola di drago.

Paladine, gran dio del Bene,
fu di Huma al fianco
e fece forti il suo braccio destro e la sua lancia -
e Huma alla luce di mille lune,
bandì la Regina delle Tenebre
e scacciò l'orda dei suoi striduli sicofanti
nel regno astruso della morte, dove le loro imprecazioni
cadevano sul nulla e poi sul nulla ancora,
lontano dalla terra rischiarata.
Crollò così l'era dei sogni
ed iniziò l'Era del Potere.

E Istar, regno della luce e della verità, sorse in Oriente,
e minareti di bianco e d'oro
si levarono al sole e alla sua gloria
annunciando la fine del male,
e Istar, madre e nutrice delle lunghe estati del bene,
brillò come una meteora
nei cieli limpidi dei giusti.

Ma pure nel chiarore
il Grande Sacerdote di Istar vide ombre:
di notte vide alberi come armati in agguato, fiumi
scuri ed ispessiti sotto la luna muta.
A lungo cercò nei libri
i segni e gli incantesimi delle vie di Huma,
così da poter anch'egli nella santa causa
chiamare a sè gli dei
e mondare il mondo dal peccato.

E venne poi il tempo del buio e della morte,
quando gli dei si negarono al mondo.
Come una cometa, una montagna di fuoco devastò Istar
e la città si spaccò come un cranio fra le fiamme,
i monti si levarono nelle valli un tempo fertili,
i mari si gettarono nelle tombe delle montagne,
i deserti mormorarono sul fondo arido dei mari,
le strade di Krynn esplosero
e divennero i sentieri dei morti.

Cominciò così l'era della Disperazione.
Le strade si persero, il vento e la sabbia
la fecero da padroni tra le rovine delle città,
le pianure e le montagne divennero la nostra casa.
Abbandonati dai vecchi dei imbelli,
squarciammo il freddo grigio ostile del cielo
con la nostra invocazione a nuovi dei.
Il cielo è calmo, muto, immoto.
Ancora non ci hanno risposto.




29/09/08

Cardiologia


Che si gioca per vincere e non si gioca per partecipare
Chi è ferito e non cade, ma continua ad andare
A sbattersi nel buio e a farsi vedere
A sanguinare di nascosto e a pagare da bere
A goccia a goccia, ma tu guarda, il mio cuore mangiato
L’amore ha sempre fame, non l’avevi notato
E dice sempre con disinvoltura
Senza paura dice: “mai”, senza paura mai.

Che si veste di bianco per scandalizzare
E compra rose a dozzine
E fa curvare i pianeti e fa piegare le schiene
Che si gioca per vincere e chi vince è perduto
Con una chiave ed un numero in mano
Tutta la notte aspettare un saluto
E a pensare: “ti amo

Chi raccoglie conchiglie dopo la mareggiata
E il cielo è ancora scuro, ma la notte è passata
E macina la sabbia dentro i mulini a vento
E che non ha mai fretta e che non ha mai tempo
E poi l’amore indecente, che si lascia guardare
L’amore prepotente che si deve fare
E gli amori ormai passati e ancora vivi nella mente
Chè dell’amore non si butta niente


F. De Gregori




La rete a maglie larghe - Haka Nesser


Trama:
Nella cittadina di Maardam, il commissario Van Veeteren e la sua squadra sono alle prese con il caso di Jenek Mattias Mitter, un insegnante accusato della morte della moglie Eva. Risvegliatosi dopo una potente ubriacatura, Mitter ha trovato la moglie morta nella vasca da bagno: l'uomo - che versa in stato confusionale - continua a professarsi innocente. Nonostante la condanna del tribunale, il commissario Van Veeteren continua a nutrire forti dubbi sulla colpevolezza di Mitter. E infatti, pochi giorni dopo, Mitter viene assassinato nella sua cella. Iniziano così le indagini sulla vita passata di Eva, sul suo precedente matrimonio e sulla sua famiglia d'origine.

Mio pensiero:
Un libro incentrato sugli interrogatori e l'indagine.
E' proprio questo che a me è piaciuto, non mi è sembrato il banale giallo, o il banale thriller....e nonostante l'azione non sia al centro della narrazione, il libro si legge molto in fretta.
Il personaggio del detective VV è davvero molto carismatico...sempre con la risposta pronta..
Insomma il libro mi ha colpito positivamente nonostante il genere non sia il mio preferito.
Se ne avrò l'occasione comprerò anche gli altri libri.

Voto: 8,5/10

25/09/08

Grandi Parole


L'errore peggiore è pensare che quello che conta più di tutto in una partita sia vincere.

Niente affatto.

Quello che conta è la gloria.

È giocare con stile, con bellezza, è andare in campo e travolgere l'avversario, non aspettare che sia l'avversario a farsi avanti e così morire di noia.



Robert Dennis

23/09/08

Coldplay - Viva la vida!


I used to rule the world
Seas would rise when I gave the word
Now in the morning I sweep alone
Sweep the streets I used to own

I used to roll the dice
Feel the fear in my enemy's eyes
Listen as the crowd would sing:
"Now the old king is dead! Long live the king!"

One minute I held the key
Next the walls were closed on me
And I discovered that my castles stand
Upon pillars of salt and pillars of sand

I hear Jerusalem bells a ringing
Roman Cavalry choirs are singing
Be my mirror my sword and shield
My missionaries in a foreign field
For some reason I can't explain
Once you go there was never, never an honest word
That was when I ruled the world
(Ohhh)

It was the wicked and wild wind
Blew down the doors to let me in
Shattered windows and the sound of drums
People couldn't believe what I'd become

Revolutionaries wait
For my head on a silver plate
Just a puppet on a lonely string
Oh who would ever want to be king?

I hear Jerusalem bells a ringing
Roman Cavalry choirs are singing
Be my mirror my sword and shield
My missionaries in a foreign field
For some reason I can't explain
I know Saint Peter will call my name
Never an honest word
But that was when I ruled the world
(Ohhhhh Ohhh Ohhh)

I hear Jerusalem bells a ringing
Roman Cavalry choirs are singing
Be my mirror my sword and shield
My missionaries in a foreign field
For some reason I can't explain
I know Saint Peter will call my name
Never an honest word
But that was when I ruled the world
Oooooh Oooooh Oooooh

19/09/08

Poesia Cinese



Non camminare davanti a me,
potrei non seguirti;
non camminare dietro di me,
non saprei dove condurti;
cammina al mio fianco
e saremo sempre amici.


18/09/08

Ninna nanna - Branduardi


"L'ho addormentato nella culla
e l'ho affidato al mare,
che lui si salvi o vada perduto
e mai più non ritorni da me".
L'hanno detto giù nelle cucine;
la voce ha risalito le scale
e tutta la casa ora lo sa:
ieri notte piangeva un bambino.
L'hanno detto giù nelle cucine
e tutta la casa lo sa
che ieri lei aveva un bambino
e che oggi lei non l'ha più.
"Adesso alzati e dillo a me,
lo so che avevi un bambino,
tutta la notte ha pianto e perché
ora tu non l'hai più con te".
"L'ho addormentato nella culla
e l'ho affidato al mare,
che lui si salvi o vada perduto
e mai più non ritorni da me".
"Adesso alzati, vieni con me
questa sera andremo in città,
lava le mani, lavati il viso,
metti l'abito grigio che hai".
L'abito grigio non indossò
per andare quella sera in città,
vestita di bianco la gente la vide
davanti a se passare.
"La scorsa notte dalla mia padrona
le ho pettinato i capelli
poi mio figlio ho addormentato e
l'ho affidato al mare"...
Non lo sapeva certo mia madre
quando a sè lei mi stringeva
delle terre che avrei viaggiato,
della sorte che avrei avuta.
"L'ho addormentato nella culla
e l'ho affidato al mare,
che lui si salvi o vada perduto
e mai più non ritorni da me".




17/09/08

Raymond Feist - L'incantesimo di Silverthorn


Trama:
La guerra tra i mondi di Midkemia e Kelewan si è conclusa: il Regno delle Isole si prepara a vivere un periodo di pace e a festeggiare il matrimonio tra il principe Arutha di Krondor e la principessa Anita. Ma la tragedia è in agguato: nel giorno delle nozze, la principessa e colpita da una freccia imbevuta di un'erba velenosa nota come Silverthorn, così rara e misteriosa che tutti i rimedi conosciuti per contrastare i suoi effetti risultano inutili. E mentre la vita della giovane si spegne lentamente, Arutha si convince che l'unica speranza per salvarla sia spingersi fino nella lontana Sarth, dove sorge un'antica abbazia che custodisce più conoscenze di qualsiasi altro luogo del Regno. Così, in compagnia di un mercenario. di un menestrello e di un giovane ladro, il principe si mette in cammino...

Recensione:
Libro quasi fotocopia del precedente...anzi...forse sotto certi aspetti peggiorato.
Manca quella profondità che ha caratterizzato Il signore della magia...sembra che il libro sia stato scritto di fretta.
La trama si intreccia abbastanza bene, ma manca la spinta del primo libro...
L'unico momento del libro degno di nota è il viaggio a Sar-sargoth.
L'introduzione di alcuni nuovi personaggi dà una ventata di aria fresca alla narrazione...il finale è al cardiopalma...vedremo cosa succederà nel terzo ed ultimo volume...

Voto: 7,5/10

Raymond Feist - Il signore della magia


Trama:
Sulle rive di Crydee, un tranquillo avamposto di frontiera del Regno delle Isole, su Midkemia, un orfanello di nome Pug si sforza di apprendere i segreti dei grande Mago Kuigan. Il giovane - che grazie al suo coraggio si è conquistato un posto a corte e le simpatie di una giovane principessa dimostra un notevole talento magico, però si trova misteriosamente a disagio con gli incantesimi più comuni e consueti. Poi, un giorno, in modo del tutto inatteso, le annate di un popolo proveniente da un altro mondo si affacciano alle porte del Regno, minacciandone il futuro... Neanche l'inesperto Pug potrà sottrarsi ai conflitto e, insieme con l'amico guerriero Tomas, affronterà una lunga serie di avventure, che lo porteranno a ottenere il controllo di una magia mai vista, eppure da sempre presentita, nonché a scoprire il segreto dei misteriosi nemici e dello scontro in atto tra Midkemia o l'oscuro mondo di Kelewan...


Recensione:
Una delle poche saghe fantasy che iniziano con il piede giusto (spesso mi è capitato di leggere saghe con un inzio non tanto scoppiettante).
Davvero notevole la fantastia di Feist nel descrivere ben due mondi...con diverse popolazioni che entrano in guerra tra loro.
Molto curato l'aspetto magico del libro...soprattutto l'addestramento di Pug.
A parte il finale un pò sotto tono il resto del libro è da leggere. Non si abbassa quasi mai il ritmo dell'azione...insomma un libro davvero coinvolgente...

Voto: 8/10